5 possibili modi, tra video, film e serie tv per non annoiarsi

“La Peste” di Camus ed i TedTalk premonitori di Bill Gates sono apparentemente due dei passatempi preferiti delle persone durante la quarantena, che cerano in ogni modo qualcosa che descriva alla perfezione la situazione che stiamo vivendo in queste settimane. Tralasciando il lato intellettuale, il mondo social è invaso da decine di dirette e IGTV quotidiane, più di quante ne abbiamo viste negli ultimi anni, in cui i calciatori giocano a Fortnite, le influencer cucinano e gli attori chiamano i fan.
Nel frattempo, io continuo a guardare video e serie tv a tema sportivo. Lo faccio innanzitutto per riempire giornate che paiono infinite, ma anche per ricordarmi di com’erano le domeniche pre-quarantena: piene di attesa per la partita della tua squadra del cuore, terribili o fantastiche in base al risultato.
Mentre resistiamo alla lunga attesa che ci separa dal ritorno dello sport che amiamo, che sia calcio, pallacanestro o curling, ho deciso di consigliarvi cinque di questi modi con cui trascorrere il tempo in questo weekend, tanto per riscoprire gesta del passato di cui ci eravamo dimenticati quanto per ritornare a rilassarci almeno per un momento.
Vince Carter e lo Slam Dunk Contest 2000
Nel documentario “The Carter Effect”, Tracy McGrady, cugino di Vince Carter, racconta di come fino all’ultimo tentò di convincere Vinsanity a non partecipare entrambi alla gara delle schiacciate del 2000, perché già sapeva che l’allora n°15 dei Raptors avrebbe stracciato tutti. Arrivati a Oakland, sede della manifestazione, Vince riesce finalmente a trascinare T-Mac in gara assieme a lui.
Il resto è storia. McGrady impressiona tutti, ma Air Canada è semplicemente due spanne sopra tutti. Quando lui dice “it’s over” è finita veramente, ma la verità è quella gara delle schiacciate era già decisa ancora prima di iniziare.
Berkgamp e quel gol all’Argentina
Se pensate che il telecronista di Islanda-Ungheria a Euro 2016 fosse il più pazzo della storia, vi siete forse scordati del suo antenato Jack Van Gelder, che ha lasciato la voce al 4 luglio 1998.
Ma d’altronde chi non l’avrebbe fatto, dopo aver visto un gol del genere? Una rete di questo calibro è il manifesto dell’incredibile classe di un calciatore come Bergkamp che, pur non avendo mai segnato caterve di gol, ha impresso il suo marchio nell’immaginario collettivo grazie alla sua eleganza sconfinata.
Nesta su Messi, l’arte del tackle
“L’attacco vende i biglietti, la difesa vince le partite”. A veder giocare Alessandro Nesta, non si può che essere d’accordo con questa frase, soprattutto dopo aver visto il tackle con cui ferma la Pulce in una delle sue magiche serate europee.
Fermare quel Messi, da 91 gol in un anno solare, pare impossibile per chiunque, ma non per “Tempesta Perfetta” Nesta. La chiusura del 13 rossonero è impeccabile, quasi paradisiaca, tanto per eleganza quanto per scelta di tempo. Semmai doveste cercare il tackle perfetto su YouTube, sapete già dove andare.
Kawhi Leonard e il buzzer beater perfetto
L’NBA ci ha sempre regalato momenti spettacolari, soprattutto ai playoff, soprattutto se si arriva a gara-7. Il sogno di ogni cestista, professionista o meno, è quello di far vincere la sua squadra con un proprio canestro allo scadere, magari con una tripla senza senso.
Se chiedete a Kawhi Leonard qual è stato il buzzer beater migliore della sua vita, vi risponderà quello con cui ha mandato Toronto in finale NBA lo scorso anno.
Guardatelo attentamente: quando prende palla mancano 4.1 secondi alla fine, e nonostante il tempo sia pochissimo, il n°2 dei Raptors riesce comunque a dribblare Simmons e ad andare nell’angolo per tirare. Quello che succede dopo è un finale degno di Hollywood, tanto che lo scatto di quel tiro è in lizza per vincere il premio di miglior foto sportiva dell’anno.
Beckham, eroe nazionale
Se Kawhi Leonard sarà per sempre l’eroe di una città, David Beckham è stato l’eroe di un’intera nazione almeno per un giorno. Il 6 ottobre 2001 andava in scena all’Old Trafford Inghilterra-Grecia e lo Spice Boy riuscì, grazie ad una sua magistrale punizione al 93′, a portare gli inglesi ai Mondiali nippo-coreani del 2002. Beckham, che fin lì aveva spesso giocato al di sotto dei suoi standard con la maglia della nazionale, fece ricredere tutti nel giro di pochi secondi mandando l’intera Inghilterra in visibilio.
Quella straordinaria punizione rimarrà il punto più alto di Becks con i Tre Leoni, visto che nelle successive manifestazioni a cui parteciperà non riuscirà mai a portare la squadra oltre ai quarti di finale. Verrà infatti fermato due volte dal Portogallo ai rigori (Euro 2004 e Germania 2006) e una volta da un gol fantascientifico di Ronaldinho proprio durante il Mondiale asiatico.